Il cane che annusa il tumore alla tiroide

OggiScienza

11412558994_ab269b280c_z
SALUTE – Un cane opportunamente addestrato ha identificato con precisione dell’88,2% se un paziente aveva o meno un tumore alla tiroide, e ci è riuscito semplicemente annusando un suo campione di urine. È quanto emerso da un nuovo studio presentato da pochi giorni al convegno annuale dalla Endocrine Society, a San Diego.

“Le attuali procedure diagnostiche per il cancro alla tiroide spesso portano risultati incerti e, come conseguenza, un sacco di operazioni chirurgiche non necessarie”, spiega il leader dello studio Donald Bodenner, della University of Arkansas for Medical Sciences. “I cani addestrati appositamente potrebbero aiutare i medici a identificare questo tipo di tumore ai primi stadi, evitando così anche di procedere fino alla chirurgia quando questa non sarebbe una certezza”.

Nel suo lavoro di tutti i giorni Bodenner non sta ancora basando diagnosi e trattamenti  dei pazienti sulla tecnica che coinvolge il naso canino, ma ritiene che l’accuratezza di questo metodo sia solo minimamente…

View original post 230 altre parole

Iodio e tiroide

La tiroide garantisce una corretta sintesi ormonale se può disporre di adeguate quantità di iodio, un oligoelemento essenziale, presente nell’organismo in piccole quantità e soggetto a perdite quotidiane attraverso l’urina o il sudore. Per questa ragione è molto importante assumerne attraverso l’alimentazione la giusta quantità, e agevolare così il funzionamento della ghiandola tiroidea: una eventuale carenza di iodio può portare a diverse patologie (es. gozzo) ed è particolarmente rischiosa in gravidanza, determinando anche gravi conseguenze per il feto. L’assunzione attraverso la dieta è piuttosto limitato (è contenuto nei cibi in piccole quantità), poi bisogna considerare che alcune verdure (es. cavolo) sono “gozzigene”, ovvero inibiscono l’assorbimento dello iodio da parte della tiroide. Per ovviare a eventuali problemi, è sufficiente inserire nella normale alimentazione adeguate quantità di sale iodato (non superiori a 3-5 g al giorno) da impiegare “crudo”: il calore tende infatti a distruggere lo iodio, perciò utilizzare, ad esempio, il sale iodato nell’acqua di cottura della pasta non ha nessuna utilità . In Italia la carenza iodica costituisce ancora oggi un’importante questione sanitaria, tanto che nel 2005 è stata approvata una legge finalizzata alla prevenzione del gozzo endemico e di altre patologie da carenza iodica, rivolta a promuovere il consumo di sale arricchito con iodio. L’importanza della adeguata assunzione di iodio è tale che in alcuni paesi si è deciso di aggiungere questo oligoelemento alle acque di irrigazione e ai mangimi per animali, in modo da inserirlo nella catena alimentare .

See more at: http://www.tiroide.com/al-centro-del-benessere/poco-sale-ma-iodato/#sthash.F33Ekf3G.dpuf