Malattie professionali: aumentano le denunce, ma calano quelle accettate — Cristina Da Rold

SALUTE – Il principale problema nel mappare la prevalenza di malattie professionali (dove c’è un rapporto causale, o concausale, diretto tra il rischio professionale e la malattia) rispetto ad esempio agli infortuni, è che in molti casi i lavoratori non denunciano il proprio disturbo a INAIL. Tuttavia, anche solo analizzando l’ultimo rapporto annuale di INAIL al 31 […]

via Malattie professionali: aumentano le denunce, ma calano quelle accettate — Cristina Da Rold

Annunci

Questione di …gambe!

Il problema delle gambe gonfie e indolenzite è un problema che accumuna molte donne. Rappresenta un disagio e un fastidio tutto femminile che si acuisce con il caldo torrido e l’afa estiva che le vuole protagoniste assolute. Ecco allora i rimedi più efficaci per esibire gambe al top. LEGGI DI PIU’

Pancia gonfia? No grazie!!

Uno dei disturbi più lamentati, soprattutto dalle donne è il gonfiore addominale. Oltre a provocare fastidio e disagio, costituisce un problema estetico ingombrante. Vediamo insieme quali sono le cause e i rimedi più veloci ed efficaci per avere un addome piatto e snello.

LEGGI TUTTO SU: http://www.viversano.net/salute/corpo-umano/10-rimedi-gonfiore-addominale/

Prevenire meglio che curare


Normalmente non amiamo pubblicare prodotti o fare pubblicità, ma questo ci è sembrato un servizio utile , veloce ed economico. dunque utili per tutte le donne impegnate attivamente nella cura di sé stesse.

Donna W Menopause My Test Nuovo Prodotto!
Prodeco Pharma

Donna W Menopause My Test è un test domiciliare semplice e rapido, da effettuare a casa, per la determinazione nelle urine dell’ormone della menopausa, l’ormone FSH, follicolo-stimolante, che si occupa di stimolare la produzione degli ovociti da parte delle ovaie. Il risultato del test è disponibile in appena 10 minuti.
La pre-menopausa può iniziare fino a 10 anni prima della menopausa: quanto prima si scopre di essere in premenopausa, tanto prima si può adottare uno stile di vita che permetta di limitare i fastidi della menopausa.
DonnaW Menopause My Test determina la concentrazione dell’ormone FSH nelle urine, metodo scientificamente attendibile per stabi lire se il periodo premenopausale è iniziato: una diagnosi sicura in soli 10 minuti, nell’intimità della propria abitazione. Non è necessario alcun prelievo di sangue: il test si esegue esponendo la striscia assorbente dello stick al flusso di urina ed osservando la formazione delle bande colorate nell’apposito indicatore. Ciò accade in quanto la striscia assorbente è ricestita di proteine (anticorpi) che reagiscono selettivamente con l’ormone FSH, formando un complesso colorato. Il risultato positivo indica che i livelli di FSH sono rimasti elevati (pari o superiori a 25 mUI/ml) per un periodo di tempo anomalo, per cui è estremamente probabile che la fase di premenopausa sia iniziata. Il risultato negativo indica che i livelli urinari di FSH sono inferiori al livello di soglia (pari o superiori a 25 mUI/ml), per cui è altamente probabile che la fase di premenopausa nono sia ancora iniziata.
La confezione contiene 2 test in buste singole sigillate e le istruzioni dettagliate per l’uso.
Dispositivo medico Cwww.lerboristeria.com

Perché bere latte?

Bere latte da adulti, e di un’altra specie? Insensato, nessun animale, in natura, lo fa! E’ un’abitudine che non giova alla salute, cambiamola!

E’ dannoso per la salute

Dicono che il latte “fa bene alle ossa”. Ma è vero il contrario. L’osteoporosi e le fratture ossee sono più comuni tra le popolazioni che consumano molti latticini.

leggi di più

Arrivano i corsi di meditazione del 2016

CORSI E SEMINARI DI YOGA-MINDFULNESS A MONCALIERI -TO-

Calendario attività 2016:

Corso di mindfulness – meditazione applicata allo  yoga:

Dieci incontri di due ore ciascuna (totale 20 ore).

A partire da martedì 2 febbraio 2016 dalle ore 10,00 alle ore 12,00

Corso di mindfulness yogico dinamico:

Dieci incontri di un’ora 1/4.

A partire da martedì 2 febbraio 2016 nella pausa del pranzo dalle 12,45 alle 14,00

Corso di mindfulness meditazione applicato allo yoga del cambiamento

Dieci incontri di due ore ciascuna (totale 20 ore).

A partire da mercoledì 3 febbraio 2016 dalle ore 18,00 alle ore 20,00.

Corso mindfulness meditazione applicato allo yoga del cambiamento:

Dieci incontri di due ore ciascuna (totale 20 ore).

A partire da mercoledì 3 febbraio dalle ore 20,15 alle 22,15.

Iscrizioni entro il 12 gennaio 2016

Agevolazioni per gruppi a partire da cinque persone.

————————————————————————————————————————————————————————

SEMINARI ESPERIENZIALI (di un giorno)

(dalle ore 10,00 alle ore 20,00)

Sabato 12 marzo:

Mindfulness day delle relazioni per coppie (per migliorare la comunicazione nella coppia e risolvere i conflitti). Pranzo incluso. (si prega di comunicare eventuali intolleranze /allergie durante l’iscrizione).Iscrizione entro il 12 febbraio 2016*

Sabato 16 aprile:

Mindfulness day delle relazioni famigliari (per migliorare i rapporti genitori e figli, nelle famiglie “allargate”  e nei legami di parentela difficili). Pranzo incluso (si prega di comunicare eventuali intolleranze /allergie durante l’iscrizione).Iscrizione entro il 16 marzo 2016*

Sabato 7 maggio mindfulness day motivazionale (per coloro che sono determinati a migliorare la qualità della loro vita o che desiderano raggiungere obiettivi o per appagare uno o più aspetti della vita e raggiungere la pace interiore. Pranzo incluso (si prega di comunicare eventuali intolleranze /allergie durante l’iscrizione).Iscrizione entro il 7 aprile 2016*

Le attività si tengono presso l’associazione Rufus teatro a Moncalieri, via Lagrange 6 (vicino il foro boario).

Le quote sono comprensive della tessera associativa.

*/** La quota versata serve a garantire la copertura dei costi e a mantenere invariato il costo del corso /seminario. Per questi motivi non può essere rimborsata qualora l’iscritto decida per qualsiasi motivo di non partecipare al corso o al seminario scelto.

Per impedimenti/imprevisti di forza maggiore da parte del conduttore (condizioni metereologiche proibitive, grave malattia), il corso/seminario potrà essere spostato dal conduttore in altre date al fne di recuperare la lezione. Ogni variazione verrà comunicata e concordata con gli iscritti. In caso di mancato accordo fra gli iscritti, il conduttore avrà il diritto di decidere autonomamente nuove date o con un piccolo contributo spesa (solo se necessario per coperture spese impreviste pari a 15 euro a persone) potrà concordare con gli iscritti delle date che possano favorirli.

Per maggiori informazioni e iscrizioni scrivi a vivibenevivimeglio@libero.it 

Immagine: Opera modificata di Simone Mccheung

Pillola klaira, così naturale così leggera….. senza parole

 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE

Klaira, compresse rivestite con film.

 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Ogni confezione calendario (28 compresse rivestite con film) contiene nel seguente ordine: 2 compresse giallo scuro, ciascuna contenente 3 mg di estradiolo valerato,

5 compresse rosse, ciascuna contenente 2 mg di estradiolo valerato e 2 mg di dienogest,

17 compresse giallo chiaro, ciascuna contenente 2 mg di estradiolo valerato e 3 mg di dienogest, 2 compresse rosso scuro, ciascuna contenente 1 mg di estradiolo valerato,

2 compresse bianche che non contengono principi attivi.

Eccipiente con effetto noto: lattosio (non più di 50 mg per ogni compressa). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

FORMA FARMACEUTICA

Compressa rivestita con film (compressa).

Compressa rivestita con film, giallo scuro, rotonda con facce biconvesse, su una delle quali sono impresse le lettere “DD” in un esagono regolare.

Compressa rivestita con film, rossa, rotonda con facce biconvesse, su una delle quali sono impresse le lettere “DJ” in un esagono regolare.

Compressa rivestita con film, giallo chiaro, rotonda con facce biconvesse, su una delle quali sono impresse le lettere “DH” in un esagono regolare.

Compressa rivestita con film, rosso scuro, rotonda con facce biconvesse, su una delle quali sono impresse le lettere “DN” in un esagono regolare.

Compressa rivestita con film, bianca, rotonda con facce biconvesse, su una delle quali sono impresse le lettere “DT” in un esagono regolare.

Controindicazioni – Inizio Pagina

I contraccettivi ormonali combinati (COC) non devono essere usati nelle seguenti condizioni . Nel caso che una di tali condizioni compaia per la prima volta durante l’uso del COC, il trattamento deve essere interrotto immediatamente.

Presenza o rischio di tromboembolia venosa (TEV)

Tromboembolia venosa – TEV in corso (con assunzione di anticoagulanti) o pregressa (ad es. trombosi venosa profonda [TVP] o embolia polmonare [EP])

Predisposizione ereditaria o acquisita nota alla tromboembolia venosa, come resistenza alla proteina C attivata (incluso fattore V di Leiden), carenza di antitrombina III, carenza di proteina C, carenza di proteina S

Intervento chirurgico maggiore con immobilizzazione prolungata (vedere paragrafo 4.4)

Rischio elevato di tromboembolia venosa dovuto alla presenza di più fattori di rischio (vedere paragrafo 4.4)

Presenza o rischio di tromboembolia arteriosa (TEA)

Tromboembolia arteriosa – tromboembolia arteriosa in corso o pregressa (ad es. infarto miocardico) o condizioni prodromiche (ad es. angina pectoris)

Malattia cerebrovascolare – ictus in corso o pregresso o condizioni prodromiche (ad es. attacco ischemico transitorio (transient ischaemic attack, TIA))

Predisposizione ereditaria o acquisita nota alla tromboembolia arteriosa, come iperomocisteinemia e anticorpi antifosfolipidi (anticorpi anticardiolipina, lupus anticoagulante)

Precedenti di emicrania con sintomi neurologici focali

Rischio elevato di tromboembolia arteriosa dovuto alla presenza di più fattori di rischio (vedere paragrafo 4.4) o alla presenza di un fattore di rischio grave come:

diabete mellito con sintomi vascolari

ipertensione grave

dislipoproteinemia grave

pancreatite o sua anamnesi se associata a grave ipertrigliceridemia;

patologie epatiche gravi in atto o pregresse, fino al ritorno alla normalità dei valori della funzionalità epatica;

tumori del fegato (benigni o maligni) in atto o pregressi;

neoplasie maligne dipendenti dagli steroidi sessuali accertate o sospette (ad esempio degli organi genitali o della mammella);

sanguinamenti vaginali di natura non accertata;

ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso – Inizio Pagina

Avvertenze

Nel caso in cui fosse presente una delle condizioni o uno dei fattori di rischio menzionati sotto, l’idoneità di Klaira deve essere discussa con la donna.

In caso di peggioramento o di prima comparsa di uno qualsiasi di questi fattori di rischio o di queste condizioni, la donna deve rivolgersi al proprio medico per determinare se l’uso di Klaira debba essere interrotto.

Nel caso di TEV o TEA sospetta o accertata, l’uso del COC deve essere interrotto. Nel caso in cui venga iniziata una terapia anticoagulante, deve essere adottato un metodo contraccettivo idoneo a causa della teratogenicità associata alla terapia anticoagulante (cumarinici).

Non esistono studi epidemiologici sugli effetti dei contraccettivi orali combinati contenenti estradiolo / estradiolo valerato. Tutte le avvertenze e le precauzioni seguenti sono derivate da dati clinici ed epidemiologici di contraccettivi orali combinati contenenti etinilestradiolo. Non è noto se queste avvertenze e precauzioni siano applicabili a Klaira.

Disturbi circolatori

Rischio di tromboembolia venosa (TEV)

L’uso di qualsiasi contraccettivo ormonale combinato (COC) determina un aumento del rischio di tromboembolia venosa (TEV) rispetto al non uso. I prodotti che contengono levonorgestrel, norgestimato o noretisterone sono associati a un rischio inferiore di TEV. Non è ancora noto in che modo il rischio associato a Klaira si confronti con questi prodotti a minor rischio. La decisione di usare un prodotto diverso da quelli associati a un rischio di TEV più basso deve essere presa solo dopo aver discusso con la donna per assicurarsi che essa comprenda il rischio di TEV associato ai COC, il modo in cui i suoi attuali fattori di rischio influenzano tale rischio e il fatto che il rischio che sviluppi una TEV è massimo nel primo anno di utilizzo. Vi sono anche alcune evidenze che il rischio aumenti quando l’assunzione di un COC viene ripresa dopo una pausa di 4 o più settimane.

Circa 2 donne su 10.000 che non usano un COC e che non sono in gravidanza svilupperanno una TEV in un periodo di un anno. In una singola donna, però, il rischio può essere molto superiore, a seconda dei suoi fattori di rischio sottostanti (vedere oltre).

Gli studi epidemiologici su donne che usano contraccettivi orali combinati a basse dosi (<50 μg di etinilestradiolo) hanno evidenziato che un numero di donne compreso tra 6 e 12 su 10.000 svilupperanno una TEV in un anno.

Si stima che su 10.000 donne che usano un COC contenente levonorgestrel, circa 61

svilupperanno una TEV in un anno.

Non è ancora noto se il rischio di TEV associato a COC che contengono dienogest in combinazione con estradiolo sia comparabile al rischio associato a COC contenenti levonorgestrel.

Il numero di TEV all’anno con i COC a basse dosi è inferiore al numero previsto nelle donne in gravidanza o nel periodo post-parto.

La TEV può essere fatale nell’1-2% dei casi.

Molto raramente in donne che usano COC sono stati riportati casi di trombosi in altri vasi sanguigni, ad esempio vene e arterie epatiche, mesenteriche, renali o retiniche.

Fattori di rischio di TEV

Il rischio di complicanze tromboemboliche venose nelle donne che usano COC può aumentare sostanzialmente se sono presenti fattori di rischio aggiuntivi, specialmente se tali fattori di rischio sono più di uno (vedere la tabella).

Klaira è controindicato se una donna presenta diversi fattori di rischio che aumentano il suo rischio di trombosi venosa (vedere paragrafo 4.3). Se una donna presenta più di un fattore di rischio, è possibile che l’aumento del rischio sia maggiore della somma dei singoli fattori; in questo caso deve essere considerato il suo rischio totale di TEV. Se si ritiene che il rapporto rischi-benefici sia negativo, non si deve prescrivere un COC (vedere paragrafo 4.3).

Tabella: Fattori di rischio di TEV Fattore di rischio Commento
Obesità (indice di massa corporea (IMC) superiore a 30 kg/m²) Il rischio aumenta considerevolmente all’aumentare dell’IMC.
Particolarmente importante da considerare se sono presenti anche altri fattori di rischio.
Immobilizzazione prolungata, interventi chirurgici maggiori, interventi chirurgici di qualsiasi tipo a gambe e pelvi, interventi neurochirurgici o trauma maggiore
Nota: l’immobilizzazione temporanea, inclusi i viaggi in aereo di durata >4 ore, può anche essere un fattore di rischio di TEV, specialmente in donne con altri fattori di rischio
In queste situazioni è consigliabile interrompere l’uso del cerotto/della pillola/dell’anello (in caso di interventi elettivi almeno quattro settimane prima) e non riavviarlo fino a due settimane dopo la ripresa completa della mobilità.
Per evitare gravidanze indesiderate si deve utilizzare un altro metodo contraccettivo.
Se Klaira non è stato interrotto prima, deve essere preso in considerazione un trattamento antitrombotico.
Anamnesi familiare positiva (tromboembolia venosa in un fratello o un genitore, specialmente in età relativamente giovane, cioè prima dei 50 anni). Se si sospetta una predisposizione ereditaria, la donna deve essere inviata a uno specialista per un parere prima di decidere l’assunzione di qualsiasi COC.
Altre condizioni mediche associate a TEV Cancro, lupus eritematoso sistemico, sindrome emolitica uremica, malattie intestinali infiammatorie croniche (malattia di Crohn o colite ulcerosa) e anemia falciforme.
Età avanzata In particolare al di sopra dei 35 anni

Non vi è accordo sul possibile ruolo delle vene varicose e della tromboflebite superficiale nell’esordio e nella progressione della trombosi venosa.

1 Valore mediano dell’intervallo 5-7 per 10.000 donne/anno, basato su un rischio relativo di circa 2,3-3,6 dei COC contenenti levonorgestrel rispetto al non uso.

Il maggior rischio di tromboembolia in gravidanza, in particolare nel periodo di 6 settimane del puerperio, deve essere preso in considerazione (per informazioni su “Gravidanza e allattamento” vedere paragrafo 4.6.

Sintomi di TEV (trombosi venosa profonda ed embolia polmonare)

Nel caso si presentassero sintomi di questo tipo, le donne devono rivolgersi immediatamente a un medico e informarlo che stanno assumendo un COC.

I sintomi di trombosi venosa profonda (TVP) possono includere:

gonfiore unilaterale della gamba e/o del piede o lungo una vena della gamba;

dolore o sensibilità alla gamba che può essere avvertito solo in piedi o camminando;

maggiore sensazione di calore nella gamba colpita; pelle della gamba arrossata o con colorazione anomala.

I sintomi di embolia polmonare (EP) possono includere:

comparsa improvvisa e inspiegata di mancanza di respiro e di respirazione accelerata;

tosse improvvisa che può essere associata a emottisi;

dolore acuto al torace;

stordimento grave o capogiri;

battito cardiaco accelerato o irregolare.

Alcuni di questi sintomi (come “mancanza di respiro” e “tosse”) sono aspecifici e possono essere interpretati erroneamente come eventi più comuni o meno gravi (ad es. infezioni delle vie respiratorie). Altri segni di occlusione vascolare possono includere: dolore improvviso, gonfiore o colorazione blu pallida di un’estremità.

Se l’occlusione ha luogo nell’occhio i sintomi possono variare da offuscamento indolore della vista fino a perdita della vista. Talvolta la perdita della vista avviene quasi immediatamente.

Rischio di tromboembolia arteriosa (TEA)

Studi epidemiologici hanno associato l’uso dei COC a un aumento del rischio di tromboembolie arteriose (infarto miocardico) o di incidenti cerebrovascolari (ad es. attacco ischemico transitorio, ictus). Gli eventi tromboembolici arteriosi possono essere fatali.

Si consiglia di ultimare la lettura: http://www.torrinomedica.it/farmaci/schedetecniche/Klaira.asp#ixzz3psSNlaMD

Il Meliloto, ghirlandetta di campagna….

Ottimo rimedio della natura

Fitonews

Melilotus officinalisIl Meliloto (Melilotus officinalis L.) è considerato uno specifico sintomatologico dell’insufficienza venolinfatica in grado di determinare un miglioramento del ritorno venoso e della circolazione linfatica. I componenti del fitocomplesso (cumarina, flavonoidi, ecc.) sono in grado di aumentare la resistenza capillare, diminuire la permeabilità della parete vascolare e migliorare l’ossigenazione dei tessuti. A tutto ciò si aggiungono proprietà antiinfiammatorie e antiedematose. È stata rilevata, inoltre, un’accelerazione del processo di cicatrizzazione. Le indicazioni terapeutiche principali sono, pertanto, i disturbi della circolazione venosa, quali emorroidi, insufficienza veno-linfatica, stasi linfatica, varici e ulcere varicose, tromboflebite (profilassi).La pianta manifesta anche azione antispasmodica (cumarina): è indicata pertanto nelle turbe digestive minori e nelle forme lievi di insonnia.
Scriveva il dottor H.Leclerc (1935): “… l’infuso al 5%, di un aroma profumato assai gradevole, mi ha sovente fornito buoni risultati nell’insonnia del bambino, dei vecchi … assunto dopo i pasti facilita il lavoro…

View original post 324 altre parole

UNA SCOPERTA FRUTTO DI UNA RICERCA MOLTO IMPORTANTE PER LE DONNE.

profumo di donna

              MATERNITA-MODIFICA CERVELLO DONNE PER SEMPRE

                                                         (FOTO DI REPERTORIO)

      Una importante ricerca,condotta da Liisa Galea dell’università  della British Columbia e presentata dall’Annual Canadian Neuroscience Meeting, ha fornito un esito importante che non solo aiuterà a capire meglio se la terapia sostitutiva nelle donne in menopausa aumenti il rischio di Alzheimer ma come LA MATERNITA’ CAMBIA IL CERVELLO DELLE DONNE PER SEMPRE a causa dell’ondata di estrogeni (gli ormoni femminili) che durante la gravidanza influenzino lo sviluppo di aree chiave del sistema nervoso centrale.

      Dallo studio è emerso che un tipo di estrogeno. l’estradiolo (predominante nelle donne giovani) ha effetti benefici,  mentre l’estrone, predominante in quelle più anziane, no e che spiega come l’ondata di estrogeni…

View original post 131 altre parole

La vita onirica in gravidanza

In punta di piedi

In gravidanza oltre al corpo che cambia, anche le sensazioni, le energie, i ritmi, molti altri aspetti della vita pregnant_sleepemotiva e psichica della donna subiscono cambiamenti. Un aspetto singolare e forse poco noto riguarda i sogni, che possono sorprendere la futura mamma con la loro vividezza e particolarità.
Tutti noi sogniamo, alternando ogni notte più cicli di sonno profondo e di attività onirica; ma durante la gravidanza questi cicli si fanno più brevi e frequenti, più simili a quelli infantili, e il tempo dedicato ai sogni aumenta. Inoltre, la donna al risveglio può avere di questi sogni un ricordo più dettagliato e intenso di quanto non fosse nel periodo precedente la gravidanza.
Anche i contenuti dei sogni possono modificarsi : esistono temi ricorrenti tipici della gravidanza, come sognare l’ acqua. il mare, guardare i fiumi o nuotare; spesso questi passaggi simboleggiano non solo l’ immersione nell’ elemento femminile e nello…

View original post 382 altre parole

Uno studio rivela i cosmetici pericolosi perché avvicinano la menopausa

Terracina Social Forum

Dal sito Internet http://www.tuttogreen.it/cosmetici-pericolosi-avvicinano-la-menopausa/

UNO STUDIO RIVELA I COSMETICI PERICOLOSI PERCHÉ AVVICINANO LA MENOPAUSA

di Alessia

Le industrie farmaceutiche e quelle coinvolte nella produzione di cosmetici o prodotti per la casa fanno un largo uso di sostanze chimiche e questa è una cosa che sapevamo, ma forse non era evidente che alcune di queste sostanze rendono i cosmetici pericolosi perché anticipano la menopausa.

Secondo i dati pubblicati da uno studio condotto presso la Washington University e coordinato dalla dottoressa Ambra Cooper, alcune sostanze sono in grado di interferire con il sistema endocrino, anticipando appunto la menopausa.

Nello studio sono state coinvolte 31.575 donne statunitensi, di cui 1.442 in menopausa. Il campione è stato sottoposto ogni 2 anni, per un periodo compreso dal 1999 al 2008, a questionari ed esami del sangue e delle urine per verificare la presenza di 111 sostanze chimiche, come diossina, fitoestrogeni, ftalati, idrocarburi policiclici aromatici, tensioattivi.

View original post 230 altre parole

“Rare lives”, il significato di vivere con una malattia rara

OggiScienza

MULTIMEDIA – In Europa, circa 30 milioni di persone sono colpite da malattie rare. Croniche e degenerative, le malattie rare finora identificate hanno forti ripercussioni sia sui pazienti sia sui loro familiari.

In occasione della giornata mondiale delle malattie rare del 28 febbraio, la federazione italiana malattie rare UNIAMO F.I.M.R. insieme al fotografo Aldo Soligno rinnovano la campagna di sensibilizzazione per raccontare attraverso le immagini la vita di chi convive con una malattia rara. “Il progetto è nato circa due anni fa dalla collaborazione della mia agenzia Echo Photojournalism con Uniamo, grazie al supporto di Genzyme, a Sanofi Company” – ci racconta il fotografo Aldo Soligno – “perché volevamo raccontare un tema sociale che coinvolgesse tutta l’Europa”.

E così, attraverso la collaborazione delle associazioni di pazienti di 7 paesi europei, Aldo Soligno incomincia a raccontare con le sue immagini la vita di Marie, affetta da osteogenesi imperfetta; la vita di…

View original post 142 altre parole

I danni di un’alimentazione “normale”

Si definiscono vegetariani coloro che non mangiano carne, ma che continuano a consumare latte, formaggi, yogurt, uova… vengono chiamati anche latto-ovo-vegetariani, ma sarebbe meglio definirli semplicemente non mangiatori di carne poiché è materialmente impossibile diventare VEGETUS, cioè sano, forte e vigoroso senza eliminare anche latte e uova che intossicano il nostro organismo quanto la carne ed hanno lo stesso impatto sia dal punto di vista ambientale che etico. Non sono vegetali ma prodotti animali con tutto quello che ne consegue!

L’uomo si considera lattante a vita

Ogni mammifero produce un latte adatto alla propria specie che costituisce da solo l’alimento ideale del cucciolo fino allo svezzamento, cioè fino a quando non diventa in grado di masticare cibi solidi. L’uomo è l’unico che continua ad essere lattante per tutta la vita e per di più consumando il latte di un’altra specie in pieno contrasto con le regole della natura, ma questo trasformarsi in vitello provoca serie conseguenze negative sulla sua salute sia fisica che mentale che paga poi a caro prezzo (guarda anche l’intervista video a Colin Campbell, autore di The China Study, NdR)

Dietro alle immagini di un buon bicchiere di latte e bevi il latte che ti fa bene ci sono purtroppo gli enormi interessi commerciali dell’industria casearia che con queste espressioni ingannevoli condiziona pesantemente le nostre abitudini fin dall’infanzia con la complicità dei mass media, di buona parte della medicina ufficiale, della tradizione e della nostra tendenza al conformismo! Vediamo però bene cos’è il latte, non è altro che il sangue della mamma trasformato dalle mammelle. Lo si può definire sangue bianco, cioè una parte viva e liquida dell’animale che nel caso della mucca contiene tutte le sostanze che le vengono somministrate come ormoni, antibiotici, diserbanti… insieme ad una piccola quantità prevista e ritenuta regolare per ogni bicchiere di cellule corpuscolate.

Così viene definito il pus provocato dalle continue mastiti a cui vanno incontro le povere mucche trattate come macchine, come una pompa da latte a 4 zampe, costrette a partorire ogni anno un vitellino che viene subito allontanato dalla mamma perchè non possa bere il latte a lui destinato. E se il vitello è femmina diventerà a sua volta una macchina da latte fino allo sfinimento per finire dopo pochi anni al macello; se nasce maschio al macello ci finisce subito e/o ci finirà dopo pochi mesi di vita di inferno e alimentato con cibi poveri di ferro per ottenere le tristemente famose fettine di vitello bianche e tenere.

La caseina usata come colla per il legno

Tutta questa enorme sofferenza per consumare latte, formaggi, yogurt, dolci alla crema, gelati… che costituiscono un vero e proprio attentato alla nostra salute e causa di malattie che stanno diventando sempre più precoci come il diabete e i tumori già troppo frequenti nei bambini. Senza contare allergie, asma, anemia, colon irritabile, calcoli renali, cisti, fibromi, reflusso gastroesofageo e tanto altro.

Perché tutti questi danni? Semplicemente perchè ogni mammifero produce un tipo di latte adatto SOLO alla propria specie e quello vaccino, dovendo far crescere rapidamente un vitello, rappresenta per noi un’autentica overdose di proteine tra cui la caseina così densa che viene usata come colla per il legno e che, precipitando nel nostro tubo digerente, forma un muco pastoso e vischioso sulla parete intestinale ostacolando il normale assorbimento degli alimenti.

Alla caseina viene data pure la responsabilità dei diversi tipi di disturbi tiroidei dei quali oggi soffrono tantissime persone e viene considerata come il miglior mangime per le cellule tumorali, favorendone la crescita.
E il calcio? Possiamo tranquillamente prendere tutto il calcio che ci serve dalle verdure verdi, dalla frutta, dai legumi, dalla frutta secca, dai cereali integrali, dal sesamo, tutti prodotti vegetali che non ci acidificano come il latte e ci aiutano insieme all’attività fisica e all’esposizione solare a mantenere non solo la salute delle nostre ossa, ma la nostra buona salute in generale.

Uovo: iperproteico e iperlipidico

Per quanto riguarda le uova ci troviamo sempre di fronte ad un cibo che è frutto di estrema crudeltà. Ormai è noto a tutti il fatto che negli allevamenti i piccoli pulcini maschi appena nati vengono eliminati addirittura triturandoli vivi e le galline ovaiole vengono tenute in condizioni di sofferenza indicibile, trattate come oggetti per poi essere macellate tutte in fila appese per i piedi lungo una catena di smontaggio, senza alcuna pietà.  E pensare che l’uovo non è certo cibo adatto per noi, rappresenta le mestruazioni della gallina e ha come unica finalità quella di dare la vita, se fecondato, ad un nuovo organismo, ovvero il pulcino. Il quale, per crescere, per formare il becco e le penne ha bisogno di molte proteine e grassi: l’uovo, infatti, è un alimento iperproteico e iperlipidico, ogni tuorlo contiene circa 300 mg di colesterolo e per essere digerito necessita di diverse ore impegnando e stressando tantissimo il nostro fegato.

Insomma, quando si è già fatto un primo importantissimo passo scegliendo di non mangiare più la carne e il pesce, è doveroso andare avanti ed eliminare anche tutti i derivati animali scegliendo di non essere più complici di tanta crudeltà e sofferenza e pensando che in questo modo faremo un gran bene anche al pianeta in generale e alla nostra salute.

Ricordiamoci che solo negli alimenti vivi come frutta e verdura cruda troviamo gli antiossidanti, le vitamine, gli antitumorali che ci aiutano a mantenerci in forma e a vivere a lungo, ma soprattutto senza acciacchi, se poi aggiungiamo un po di cereali integrali, frutta secca, legumi non ci serve altro.
Anch’io ho seguito questo percorso, ci sono arrivata per gradi, ma ora so che prima si effettua il cambiamento totale e meglio è, senza più alcun dubbio! Go vegan

Dott.sa Mirella Pizzi.

 

Il diabete che cos’è?

Cos’è il diabete?

Il diabete è una malattia che si diversifica in diverse forme e accomunate da livelli troppo alti di glucosio

nel sangue. Capita che  il pancreas non sia in grado di produrre insulina o l’insulina prodotta

non sia sufficiente e che le cellule non rispondano correttamente allo stimolo. Senza l’azione dell’insulina si

accumula il glucosio nel torrente ematico, Questo disguido comporta l’aumento della glicemia (diabete).

Per sostenersi l’organismo  ha bisogno di uno zucchero  chiamato glucosio.

 Il  glucosio è ricavato principalmente dai carboidrati ( pane, cereali, pasta, prodotti da forno, zuccheri, frutta dolce e verdure zuccherine.

 Il glucosio è trasportato nell’organismo nel sangue, in giuste concentrazioni. Quando la quantità  di glucosio si altera una parte invece di seguire l’iter attraverso il sangue  passa nei tessuti del corpo per

fornire energia alle cellule e garantire il normale funzionamento di tutto l’organismo.

Il fegato funge poi da magazzino per la rimanente parte in modo da essere utilizzato se occorre.

Se la glicemia modifica la sua concentrazione  in difetto invece, parte del glucosio riposto nel fegato viene riutilizzato nel

sangue per innalzarne nuovamente il livello.

 L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas dalle cellule beta. Essa è indispensabile per il buon andamento glicemico. Consente al glucosio di passare dal sangue alle cellule. Quando questo non avviene esso sosta nel sangue con un’alta concentrazione(diabete)

Il diabete comporta una diminuita produzione o mancata produzione di insulina, oppure accade che essa non funzioni come dovrebbe.

• Senza l’azione dell’insulina i canali per il passaggio del glucosio si chiudono. Quest’ultimo si accumula nel sangue alzando la glicemia.

Vi sono diversi tipi  di diabete.

Quello meno gravoso è quello gestazionale, che si forma in gravidanza ma passa da solo in genere senza doversene preoccupare troppo.

Il diabete di tipo uno colpisce già da bambini e i più giovani, ma non è detto. Forse è la forma più grave e costringe il diabetico all’integrazione esogena di insulina

Il diabete tipo 2 è molto frequente ed è legata principalmente a un scorretto

 stile di vita (cattiva alimentazione, obesità, vita sedentaria, ereditarietà).

Con uno stile di vita sano , una dose controllata e adeguata alle proprie necessità di attività fisica, il controllo del peso, la gestione dello stress e soprattutto una sana alimentazione può essere possibile prevenire e contenere il diabete.

Un’alimentazione ricca di fibre, di proteine selezionate, di cereali consumati in giusta misura e assolutamente integrali insieme a legumi, frutta non zuccherina e verdure appropriate si può combattere il diabete efficacemente. Anche  rispettare la giusta distanza fra un pasto e l’altro è fondamentale. Cambia infatti la disposizione dei pasti che devono essere distribuiti in maniera differente a garantire la stabilità glicemica.

Fumare fa male al cervello. Rende stupidi

Terracina Social Forum

Dal sito Internet http://www.ecoseven.net/benessere/news-benessere/fumare-fa-male-al-cervello-rende-stupidi

FUMARE FA MALE AL CERVELLO. RENDE STUPIDI

di G. C.

Non solo polmoni e cuore, fumare fa male anche al cervello. Secondo uno studio dell’Università di Edimburgo guidato da Ian Deary, direttore del centro per l’invecchiamento cognitivo e epidemiologia cognitiva presso l’Università di Edimburgo, una parte fondamentale del cervello che è necessario per la capacità di pensiero è risultata più piccola nei fumatori.

In particolare, i ricercatori dell’Università di Edimburgo hanno esaminato le scansioni MRI dei fumatori con un’età media di 73 anni: chi ha abusato di sigarette tendeva ad avere, mediamente, una corteccia cerebrale più sottile rispetto ai non fumatori. Quelli che avevano smesso da molto tempo avevano una corteccia cerebrale più spessa rispetto a quelli che avevano smesso di recente.

Ora, gli studiosi sono impegnati in studi per comprendere appieno come il cervello possa recuperare. “È importante sapere cosa accade al nostro cervello…

View original post 32 altre parole

Iodio e tiroide

La tiroide garantisce una corretta sintesi ormonale se può disporre di adeguate quantità di iodio, un oligoelemento essenziale, presente nell’organismo in piccole quantità e soggetto a perdite quotidiane attraverso l’urina o il sudore. Per questa ragione è molto importante assumerne attraverso l’alimentazione la giusta quantità, e agevolare così il funzionamento della ghiandola tiroidea: una eventuale carenza di iodio può portare a diverse patologie (es. gozzo) ed è particolarmente rischiosa in gravidanza, determinando anche gravi conseguenze per il feto. L’assunzione attraverso la dieta è piuttosto limitato (è contenuto nei cibi in piccole quantità), poi bisogna considerare che alcune verdure (es. cavolo) sono “gozzigene”, ovvero inibiscono l’assorbimento dello iodio da parte della tiroide. Per ovviare a eventuali problemi, è sufficiente inserire nella normale alimentazione adeguate quantità di sale iodato (non superiori a 3-5 g al giorno) da impiegare “crudo”: il calore tende infatti a distruggere lo iodio, perciò utilizzare, ad esempio, il sale iodato nell’acqua di cottura della pasta non ha nessuna utilità . In Italia la carenza iodica costituisce ancora oggi un’importante questione sanitaria, tanto che nel 2005 è stata approvata una legge finalizzata alla prevenzione del gozzo endemico e di altre patologie da carenza iodica, rivolta a promuovere il consumo di sale arricchito con iodio. L’importanza della adeguata assunzione di iodio è tale che in alcuni paesi si è deciso di aggiungere questo oligoelemento alle acque di irrigazione e ai mangimi per animali, in modo da inserirlo nella catena alimentare .

See more at: http://www.tiroide.com/al-centro-del-benessere/poco-sale-ma-iodato/#sthash.F33Ekf3G.dpuf

Come nasce il tumore

Come nasce un tumore

Che cos’è il cancro? A una domanda del genere gli studiosi fanno fatica a dare una risposta precisa e convincente. E replicano che la domanda è mal posta. Che non bisogna parlare di cancro, ma di cancri.

La cellula “impazzisce”

In effetti non si può parlare di un’unica malattia chiamata cancro, ma di diversi tipi di malattie, che hanno cause diverse e distinte, che colpiscono organi e tessuti differenti, che richiedono quindi esami diagnostici e soluzioni terapeutiche particolari. Esistono però alcune proprietà che accomunano tutti i tumori, e che consentono di tentare una risposta valida un pò per tutte le forme della malattia. Per usare una metafora, si può dire che ad un certo punto, una cellula dell’organismo “impazzisce” – perde alcune sue proprietà, ne acquisisce altre – e comincia a moltiplicarsi al di fuori di ogni regola.

Metastatizzazione

All’interno di ogni cellula esistono in realtà dei “geni controllori” destinati a impedire che una cellula “sbagliata” possa sopravvivere. Perché il processo tumorale si inneschi bisogna che anche questi “controllori” siano fuori uso. A causa di questo “guasto” nel meccanismo che ne controlla la replicazione, le cellule si dividono quando non dovrebbero e generano un numero enorme di altre cellule con lo stesso difetto di regolazione. Le cellule sane finiscono quindi per essere soppiantate dalle più esuberanti cellule neoplastiche.

Sia le cellule di un tumore benigno che quelle di un tumore maligno tendono a proliferare in maniera abnorme ma, e questa è la differenza fondamentale, solo le cellule di un tumore maligno – in seguito ad ulteriori modificazioni a carico dei geni – tendono a staccarsi, a invadere i tessuti vicini, a migrare dall’organo di appartenenza per andare a colonizzare altre zone dell’organismo. Il tumore benigno rimane dunque limitato all’organo in cui si è sviluppato, mentre il tumore maligno – nel corso di un processo che può avere una lunghezza estremamente variabile e che dura comunque anni – estende la malattia ad altri organi, fino a colpire e compromettere organi vitali quali il polmone, il fegato, il cervello. Questo processo prende il nome di metastatizzazione e le metastasi rappresentano la fase più avanzata della progressione tumorale, costituendo la causa reale dei decessi per cancro.

Le mutazioni genetiche

Sappiamo ormai con buona certezza che il cancro origina da un accumulo di mutazioni, cioè di alterazioni dei geni che regolano la proliferazione e la sopravvivenza delle cellule, la loro adesione e la loro mobilità. Le mutazioni possono svilupparsi in tempi molto differenti, anche sotto l’influenza di stimoli esterni. Il tumore benigno può essere considerato la prima tappa di queste alterazioni. Tuttavia, molto di frequente, questa tappa viene saltata e si arriva alla malignità senza evidenti segni precursori.

Quali sono, però, le cause della mutazione genetica? Oggi gli scienziati sanno che solo in rari casi le cause necessarie e sufficienti per lo sviluppo del tumore sono già “scritte” all’origine nei geni, cioè sono ereditarie.

Altre cause

Nella stragrande maggioranza dei tumori, invece, le alterazioni dei geni che sono responsabili della malattia sono determinate da cause ambientali. Sono provocate dall’esposizione prolungata ad agenti cancerogeni, di origine chimica, fisica o virale. Tuttavia il fumo di sigaretta, l’amianto, alcune sostanze sviluppate dalla combustione del petrolio o del carbone, l’alcol, una dieta squilibrata, i raggi ultravioletti del sole, le sostanze chimiche a cui possono essere sottoposti i lavoratori in certi processi industriali o in agricoltura, possono sommarsi ad una “fragilità” genetica predeterminata e arrivare a provocare delle mutazioni che – alle stesse dosi e durate di esposizioni – non si riscontrano in altri individui.

La risposta della scienza

Per affrontare questo tipo di problematica si è sviluppata un’enorme quantità di lavoro di laboratorio per studiare il DNA e le componenti genetiche che condizionano l’aumentata suscettibilità allo sviluppo tumorale.
Ma c’è anche una scienza specifica – l’epidemiologia – il cui obiettivo è identificare le cause dei tumori e i fattori di rischio associati. È attraverso la loro identificazione che è possibile mettere in pratica quella prevenzione che rappresenta uno degli obiettivi più importanti per arrivare alla sconfitta del cancro. O, meglio, dei diversi tipi di cancro.

http://www.airc.it

Carne e tumore

Secondo i risultati di uno studio statunitense recentemente pubblicato sul British Medical Journal le donne che consumano più carne rossa hanno un rischio più elevato di sviluppare un tumore della mammella rispetto a quelle che assumono proteine da altre fonti.
Attenzione però, Myriam Farvid della Harvard School of Public Health di Boston e prima autrice dello studio non parla di un rapporto causa-effetto tra consumo di carne rossa e aumento del rischio di questo tumore, ma parla piuttosto dell’esistenza di una associazione. «I precedenti studi non hanno messo in luce un’associazione significativa tra carne rossa e rischio di tumore mammario, ma bisogna ricordare che la maggior parte di questi trial si basava sull’osservazione della dieta in donne di mezza età o anziane mentre oggi si ipotizza che alcuni fattori di rischio per il tumore possano avere un effetto più grande nei primi anni dell’età adulta» afferma l’autrice che assieme ai suoi colleghi ha deciso di coinvolgere nello studio 88.803 donne in premenopausa di età compresa tra 26 e 45 anni che avevano compilato un questionario alimentare nel 1991 come partecipanti al Nurses’ Health Study II. «Siamo andati ad osservare dati reali nel corso di 20 anni di follow up per comprendere meglio la fonte delle proteine assunte dalle donne coinvolte nella ricerca e capire se c’era qualche associazione con il rischio di tumore del seno» chiarisce Farvid descrivendo lo scopo dello studio.
Passando poi alla descrizione dei risultati, l’autrice afferma: «Utilizzando un modello statistico che ha tenuto conto delle diverse fonti alimentari di proteine e delle frequenze di consumo, ma anche di età altezza, peso, storia di tumore alla mammella e altri fattori di rischio noti, abbiamo stimato che un più elevato consumo di carne rossa è associato a un aumento del 22% nel rischio di malattia».
Le stime sul rischio scendono per le donne che assumono proteine da carne di pollo e tacchino oppure da un mix di carni bianche, pesce (salmone, tonno, sgombro e acciughe), legumi (fagioli, piselli e lenticchie) e noci. «Sostituendo un piatto di carne rossa con uno di carni bianche si arriva a percentuali del 17% più basse per il rischio generale e del 24% per il rischio di tumore del seno in menopausa. E sostituendolo con un mix di varie fonti proteiche diverse dalla carne rossa entrambi i valori si attestano al 14% di riduzione» conclude la ricercatrice

BMJ. 2014 Jun 10;348

Nuovo incidente in una centrale nucleare in Ucraina, le autorità ridimensionano

Terracina Social Forum

Dal sito Internet http://www.e-gazette.it/sezione/elettricita/nuovo-incidente-centrale-nucleare-ucraina-autorita-ridimensionano

NUOVO INCIDENTE IN UNA CENTRALE NUCLEARE IN UCRAINA, LE AUTORITÀ RIDIMENSIONANO

Una fuga radioattiva è stata segnalata nell’impianto nucleare di Zaporizhia, nel sud-est dell’Ucraina, sul fiume Dnepr: secondo i media locali, citati da Russia Today, il livello di radiazioni sarebbe 16 volte superiore al limite consentito, anche se le autorità hanno ridimensionato l’incidente, sostenendo che in una scala da 0 a 7 l’incidente è in posizione 0.

Non è la prima volta che nella centrale si riscontrano problemi: uno degli ultimi è avvenuto il 28 novembre scorso, ma il fatto è stato reso pubblico sono cinque giorni dopo, quando il primo ministro ucraino Arsenij Jacenjuk lo ha rilevato nella sua prima sessione del nuovo gabinetto.

La centrale di Zaporizhia è stata costruita in epoca sovietica, nel 1981, è la prima per grandezza in Europa e la quinta al mondo, con una potenza di 6.000 MW; produce…

View original post 7 altre parole

Quello che ignoriamo

Cinzia Zedda Naturopata "Consultant"

LATTE e OSTEOPOROSI

(Massimo Principi, da Latte & Formaggio, rischi e alterative, Il Giornale per la prevenzione della salute, numero 3, settembre 1996)

Possiamo distinguere due tipi di osteoporosi: il primo tipo è causato da una scarsa assimilazione di calcio, il secondo da squilibri ormonali che tendono a depositare il calcio assunto col cibo nei tessuti molli anziché in quelli ossei. Questo secondo tipo di osteoporosi si definisce anche senile ed è la più diffusa. Insorge prevalentemente dopo i 50 anni ed è associata con la comparsa dell’artrosi. Nelle donne tende a comparire in concomitanza con la menopausa, con conseguente indebolimento delle ossa della colonna vertebrale e del bacino. Si è calcolato che l’osteoporosi colpisce circa 6 milioni di persone nei soli Stati Uniti ed è presente nel 65% delle donne che hanno più di 65 anni. Da quanto detto risulta evidente che questa malattia è in stretta relazione con…

View original post 467 altre parole

Gli ammorbidenti sono cancerogeni e allergizzanti

IlmondodiTruzzi

Gli ammorbidenti sono tra i prodotti con composizione maggiormente tossici.Alcuni dei loro componenti possono causare tumori o danni cerebrali, e, anche se termini come “aria di primavera” o “profumo di orchidea” li fanno percepire come assolutamente innocui (potere del marketing), gli ammorbidenti contengono sostanze tossiche che restano sugli abiti e, di conseguenza, a contatto con la pelle. E’ certamente vero che i prodotti in questione vengono utlizzati a concentrazioni ritenute non tossiche in termini di legge, il problema è che si fa riferimento alla tossicità della sostanza singola. Nessuno sa quali siano gli effetti negativi di queste miscele di sostanze tossiche.

E’ fatto obbligo dalla legge 648/2004/CE, indicare in etichetta la Composizione chimica del detersivo, non tutti gli ingrdienti. La stessa normativa prevede però che il produttore del detersivo indichi in etichetta dove il consumatore può reperire la lista completa degli ingredienti del detersivo (INCI NAME). Non è pertanto obbligatorio…

View original post 530 altre parole

Ormoni bio identici: un disastro tutto italiano

Cinzia Zedda Naturopata "Consultant"

Gli ormoni bio identici sono la nuova frontiera ” naturale” per quelle donne che hanno la necessità terapeutica di utilizzare una terapia ormonale ma sostitutiva alla classica TOS, ovvero terapia ormonale sostitutiva ( non priva di effetti collaterali di cui una buona parte dello staff medico in questo caso italiano non denuncia).

Esiste molta ignoranza in materia e fiducia da parte dell’utenza verso il proprio ginecologo.

Per contro il ginecologo arrivando dalla scuola della” medicina  classica” mantiene tale impostazione dove il trattamento della menopausa e di altre patologie rimane a base di ormoni.

Spesso la domanda che la donna pone al ginecologo/medico è: “ mi scusi, ma questo ormone che devo prendere… è naturale?”

La risposta è: “certo, lo produce il corpo per cui è naturale, il dosaggio è leggero, vedrà non ha effetti collaterali.”

Per il ginecologo è normale maneggiare gli ormoni come per un bambino lo è mangiare caramelle

View original post 665 altre parole