Farmacie per vegani

Cosmopharma ha presentato la nascita di un progetto che mancava (o di un nuovo bussines): le farmacie per vegani  e vegetariani.

La caratteristica di queste farmacie sarà l’esposizione in vetrina di un bollino che indicherà questa differenza rispetto a quelle esistenti sino a oggi e più “tradizionali” e la figura di un farmacista “addestrato” al ruolo di “consigliere vegano”.

Sono già molteplici i farmaci che all’interno dei loro ingredienti si presentano senza sostanze di derivazione animale.

Si discute spesso su quale sia il confine fra vegano e non.

Ora stabilire ad esempio se il propoli, che come tutti sanno ormai è una sostanza naturale ma con un potere antibiotico alquanto potente lo sia o meno.

Sarà infatti clasificato come  parafarmaco “non vegano”.

Il propoli è una sostanza composta da resine prelevate da certi alberi e poi “lavorata” con gli enzimi prodotti dalle stesse api.

Direi quindi che la propoli ha una componente vegetale per un buon novanta per cento e per stabilire se il rimanente è “animale” dovremo analizzare anche l’origine degli enzimi e che cosa sono.

il dilemma come sempre è capire perchè si è vegani e quali siano i principi che si vogliono difendere.

Personalmente sono  a sfavore dello sfruttamento ma non del vivere.

E l’uomo di oggi deve vivere, così come viveva l’uomo alle origini e cioè viveva di natura” ma  rispettando il ruolo biologico di ogni essere vivente.

L’eccesso di ogni cosa, anche in difesa di una giusta causa si rivela disastrosa per sè stessi e per la natura che vogliamo salvare.

La perfezione si è incarnata anche regalandoci il propoli come sostanza naturale e curativa.

Di certo per me stessa e per la mia famiglia scelgo il propoli e non l’arteficio della medicina moderna, contro natura e contro le leggi del normale funzionamento di “riparazione”  dell’organismo.

L’inganno c’è anche qui, nel nuovo mercato del farmaco “vegano”.

Ad esempio le capsule  così dette vegetali, non esistono ma sono di natura sintetica, cioè chimica.

Ora da salutista più ancora che “vegana” il dilemma stà nel cosa è meglio per la mia salute?

Quindi il confine fra vegano, naturale, biologico, naturista, salutista dove trova un punto d’incontro?

Bei quesiti vero?

Cinzia Zedda naturopata

N.B: Questa è l’opinione di una persona che non si definisce vegana ma salutista per ciò che concerne l’alimentazizone e che cerca di vivere usando sempre la parola equilibrio.

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