Farmaci omeopatici e preparati fitoterapici

Frequentemente, quando entriamo in una farmacia e chiediamo un prodotto omeopatico, (che sia uno sciroppo  o che siano pastiglie),a fronte della nostra richiesta, ci vengono consegnati anche dei preparati fitoterapici.

La differenza c’è, ed è sostanziale.

Il problema è che la maggior parte dell’ utenza, fatica a distinguere le due cose.

Regna infatti ancora molta confusione in merito.

Intanto i preparati erboristici o fitoterapici, utilizzano la “droga”, ovvero il principio attivo contenuto nelle erbe, e in alcune parti specifiche di piante e fiori (gemme, corteccia, ecc..)

Ne conseguono quindi utilizzi diversi, come la preparazione di tisane, infusi, decotti, ma anche di macerati glicerinati e di tinture madre (soluzioni idroalcoliche con contenuto in percentuali diverse di alcool e nei tempi di macerazione). differenti).

Non mancano inoltre compresse, pastiglie e sciroppi.

Nei farmaci omeopatici, vi è invece il principio che è sostanzialmente diverso, e anche di non sempre facile comprensione.

LA LEGGE DEI SIMILI”, ovvero il principio della similitudine secondo la quale, il soggetto malato guarisce, utilizzando una dose opportunamente diluita della stessa sostanza che provocherebbe, nell’uomo sano la stessa malattia (potere tossicologico e terapeutico legato alla stessa sostanza).

Quando chiediamo un farmaco omeopatico, accertiamoci che lo sia.

Prendetelo in mano, osservatelo, studiate la confezione, sulla quale deve esserci scritto in modo chiaro “farmaco omeopatico”.

Leggete anche gli ingredienti che lo compongono.

Nel prodotto erboristico, troverete il nome delle erbe con le percentuali di concentrazione del loro principio attivo e la parte estratta.

Ad esempio; Maca (lepidium meyenii W., tubero), quindi nome “commerciale”, botanico / latino, e la parte utilizzata che in questo caso è il tubero. Ci saranno eventuali agglomeranti e le indicazioni o modo d’uso.

Nel farmaco omeopatico, nella soluzione alcolica avremo la diluizione in DH, mentre nelle compresse, (che non sono a base di erbe triturate, quindi non troveremo le erbe ) ma denominazioni del tipo : Aconitum napellus 3CH, oppure bella donna 6CH (la diluizione). Eccipienti q.b (generalmente zucchero e lattosio). Vige chiaramente la scritta “medicinale omeopatico”.

Le pasticche o i granuli, si sciolgonno sotto la lingua lentamente.

Le pastiglie o le capsule erboristiche   si masticano o si trangugiano con dell’acqua.

Queste due categorie di “cure” naturali”, agiscono in modo differente. E’ bene quindi avere chiaro in quale modo si intende affrontare “la malattia”.

Di certo è che entrambi, hanno bisogno di disciplina e costanza. Danno ottimi risultati anche immediatise si seguono alla lettera le indicazioni.

Non è vero infatti che l’omeopatia agisce lentamente.

Esistono “monodosi” omeopatici, con effetti quasi immediati e prodotti come la linea “R” che sono assolutamenti risolutivi nel giro di pochi giorni.

Che ne pensate?
Avete delle esperienze in merito da chiarire?

 

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