una domanda curiosa

Mi è stato chiesto, come si possa raggiungere la felicità, quando non si ha nulla.
Quando non c’è nulla intorno a noi che ci vada bene e che ci soddisfi.

Ora, la mia risposta è stata molto semplice:
La felicità non è sintomo di serenità e appagatezza.
La felicità è legata a tutto ciò che è intorno a noi, all’esterno del nostro io.
La serenità invece, è un sentimento profondo e stabile.
Esso appartiene all’anima.
Ho un caro amico, di origine indiana, che mi insegna ogni giorno, come le difficoltà della vita siano estranee all’anima se sappiamo fortificare lo spirito.
La meditazione in questo, si presenta come un ottimo strumento per arrivare a raggiungere equilibrio e pace interiore.
Non pensiamo a voli pindalici complessi e infattibili.
E’ sufficiente un’ora al giorno tanto per iniziare.
Poi con il tempo la pratica e la gioia di ciò che raggiungiamo si estenderà ad ogni attività e momento che facciamo e viviamo.
La meditazione è un modo di vivere la vita, non è una pratica ginnica!.
La meditazione è semplicamente “fare nulla“.
Complicatissimo quindi, per l’epoca odierna e per noi occidentali dalle menti attive, frenetiche , dinamiche…ovvero stressate!
RITAGLIAMO MOMENTI PER NOI, SOLO PER NOI, DOVE SENTIREMO IL NULLA, OSSERVEREMO IL NULLA, FAREMO IL NULLA PERCHE’ SAREMO NULLA MA TUTTO NELLO STESSO TEMPO.

L’UNIONE CON L’UNIVERSO è L’AMBIZIONE NASCOSTA DEL NOSTRO IO.

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Allergie in agguato

La primavera porta con sè, oltre al sole e la voglia di uscire, anche le allergie ai pollini.
Chi ne soffre, sà molto bene quanto siano fastidiose e limitino in qualche modo anche la vita sociale.
Pochi però, sono coloro che pur avendo allergie ai pollini, conoscono anche la relazione fra alcuni alimenti e questo tipo di allergie.
Esistono infatti le “allergie crociate”.
Sono dei meccanismi a doppio taglio perchè, non sapendolo, mangiare alcuni cibi, piuttoto che altri, significa faorire l’isorgenza o il peggioramento delle allergie, anche se derivate dai pollini.
Ad esempio, se siete allergici alle graminacee, fate attenzione a non imporre nella vostra alimentazione anche alimenti come le pesche, le mandorle, ma anche pomodori, kiwi, prugne e meloni,orzo, frumento, segale e mais!
Questi mesi, sono tristemente noti, a chi soffre di raffreddore da “graminacea”,l’alimentazione quindi riveste un ruolo importante per attenuare i sintomi.
E’ dunque anche necessario, rinforzare l’organismo, affinchè possa affrontare con l’allergia con vigore e reagire positivamente a rimedi di tipo naturale per tenere sotto controllo la situazione.
Innanzi tutto è bene rimanere in casa nei giorni più a rischio e uscire invece dopo la pioggia, ceh abbatte i pollini nell’aria.
Anche asciugare i panni e la biancheria in casa e non fuori può essere un modo banale quanto efficacie per non far entrare in contatto il polline con voi.
Assumere invece fermenti e tenere pulito l’intestino è un modo per tenere sotto controllo la situazione.
Infine, l’agopuntura può essere d’aiuto nei casi non sia cronicizzata o sia ad uno stadio leggero.
C.Zedda naturopata

Fegato depurato? Si grazie!!

Il fegato è la ghiandola più grande che abbiamo. Le sue funzioni, sono fondamentali per un buon funzionamento generale dell’organismo.

Dobbiamo per ciò, averne grande cura.

Soprattutto nella donna, spesso in difficoltà con disturbi mestruali, questo accorgimento è determinante per stare meglio.

Il fegato infatti è in stretta relazione con gli ormoni.

Depurarlo a fondo e periodicamente è quindi un’operazione assolutamente indispensabile.

Ovvio che assumere tisane e soluzioni depurative, ma continuando a mangiare in modo scriteriato non servirà  a molto.

Inoltre pulire il fegato, significa farlo in meniera mirata a seconda delle condizioni in cui esso si trova.

La depurazione non è un’operazione che và fatta con leggerezza, ma prevede un regime assolutamente personalizzato.

Vi sono prodotti infatti, che vanno bene per qualcuno, ma per altri potrebbe addirittura essere dannoso per il fegato stesso. 

Quindi l’alimentazione, si presenta ancora una volta come l’arma più vincente, annullando significative controindicazioni.

Comunque, la regola della depurazione vuole che si effettui assolutamente ai cambi di stagione, modificando l’alimentazione, a favore di verdure crude (in specie quelle amare).

Non solo, ma bere acqua diluita con del succo di limone si presenta una soluzione, semplice e poco costosa.

TUtto qui?

Bè, non sottovalutate queste indicazioni.., sono semplici, ma alla base di tutto.

A volte si cercano prodotti costosi , cercando nell’ alto prezzo la qualità, o ancora assumiamo erbe e piante esotiche credendo che siano più efficaci di altre.

Ilcarciofo, il cardo, il tarassaco, sono soluzioni altamente efficac, ma presentano funzioni diversi.

Il cardo ad esempio è indicato in chi, nella depurazione, vuole attivare anche l’intestino. 

Il carciofo invece, agisce bene sull’equilibrio fegato/ormoni. 

Un fegato depurato, si riflette su tutto l’organismo; ne giovano gli altri organi emuntori e la pelle, i capelli, gli occhi, che sono in forte relazione con esso.

Anche la mente è più lucida e migliorano le depressioni “passeggere” da cambio stagione.

Cinzia Zedda naturopata

 

Quanto la mancata realizzazione può influire la nostra vita?

Qualcuno dice che i sogni sono belli proprio perchè sono tali.
L’esperienza mi ha insegnato che non è affatto come pensiamo!
Sognare fà bene certo, ma concretizzare i desideri offre un forte stimolo ed entusiasmo nell’affrontare e vivere la vita al meglio.
Sognare senza “arrivare”, è frustrante.
Trasformare invece i sogni in realtà ha un effetto positivo sull’umore e su tutto l’organismo.
Se pensiamo di non avere gli strumenti necessari per modificare in meglio, uno o più aspetti della vita, siamo in errore.
La nostra mente è dotata di un potenziale infinito. L’uomo purtroppo ne utilizza solamente più o meno il 5%.
E’ un peccato, non credete anche voi?
Il primo passo per cambiare è farlo guardandoci dentro.
Spesso nel nostro animo, c’è molta confusione, molti desideri e progetti contrastanti dettati dal “vorrei ma non posso”.
Se consideriamo l’ipotesi di ribaltare questo pensiero e di darci invece una opportunità, avremo un altro motto, molto più gratificante che ci permette di stare meglio psicologicamente. Ma anche di aprirci a quelle occasioni verso le quali abbiamo sempre avuto un atteggiamneto di chiusura.
Prossimamente, approfondirò meglio il concetto.

Farmaci omeopatici

I farmaci omeopatici,

sono ottimi “strumenti” per curare in modo naturale l’organismo e potenziarne le difese organiche.

Peccato però, che in alcuni preparati, specialmente gli sciroppi e i preparati in “gocce”, vi sia anche l’etanolo.

L’attenzione quindi si pone in quei soggetti deboli di fegato, e in chideve produrre cure a lungo termine.

Per ovviare e annullare invece l’effetto alcolico, sembra essere sufficiente diluire il preparato in acqua calda.

In questo modo la percentuale alcolica diminuisce evaporando con il calore dell’acqua calda

Farmaci omeopatici e preparati fitoterapici

Frequentemente, quando entriamo in una farmacia e chiediamo un prodotto omeopatico, (che sia uno sciroppo  o che siano pastiglie),a fronte della nostra richiesta, ci vengono consegnati anche dei preparati fitoterapici.

La differenza c’è, ed è sostanziale.

Il problema è che la maggior parte dell’ utenza, fatica a distinguere le due cose.

Regna infatti ancora molta confusione in merito.

Intanto i preparati erboristici o fitoterapici, utilizzano la “droga”, ovvero il principio attivo contenuto nelle erbe, e in alcune parti specifiche di piante e fiori (gemme, corteccia, ecc..)

Ne conseguono quindi utilizzi diversi, come la preparazione di tisane, infusi, decotti, ma anche di macerati glicerinati e di tinture madre (soluzioni idroalcoliche con contenuto in percentuali diverse di alcool e nei tempi di macerazione). differenti).

Non mancano inoltre compresse, pastiglie e sciroppi.

Nei farmaci omeopatici, vi è invece il principio che è sostanzialmente diverso, e anche di non sempre facile comprensione.

LA LEGGE DEI SIMILI”, ovvero il principio della similitudine secondo la quale, il soggetto malato guarisce, utilizzando una dose opportunamente diluita della stessa sostanza che provocherebbe, nell’uomo sano la stessa malattia (potere tossicologico e terapeutico legato alla stessa sostanza).

Quando chiediamo un farmaco omeopatico, accertiamoci che lo sia.

Prendetelo in mano, osservatelo, studiate la confezione, sulla quale deve esserci scritto in modo chiaro “farmaco omeopatico”.

Leggete anche gli ingredienti che lo compongono.

Nel prodotto erboristico, troverete il nome delle erbe con le percentuali di concentrazione del loro principio attivo e la parte estratta.

Ad esempio; Maca (lepidium meyenii W., tubero), quindi nome “commerciale”, botanico / latino, e la parte utilizzata che in questo caso è il tubero. Ci saranno eventuali agglomeranti e le indicazioni o modo d’uso.

Nel farmaco omeopatico, nella soluzione alcolica avremo la diluizione in DH, mentre nelle compresse, (che non sono a base di erbe triturate, quindi non troveremo le erbe ) ma denominazioni del tipo : Aconitum napellus 3CH, oppure bella donna 6CH (la diluizione). Eccipienti q.b (generalmente zucchero e lattosio). Vige chiaramente la scritta “medicinale omeopatico”.

Le pasticche o i granuli, si sciolgonno sotto la lingua lentamente.

Le pastiglie o le capsule erboristiche   si masticano o si trangugiano con dell’acqua.

Queste due categorie di “cure” naturali”, agiscono in modo differente. E’ bene quindi avere chiaro in quale modo si intende affrontare “la malattia”.

Di certo è che entrambi, hanno bisogno di disciplina e costanza. Danno ottimi risultati anche immediatise si seguono alla lettera le indicazioni.

Non è vero infatti che l’omeopatia agisce lentamente.

Esistono “monodosi” omeopatici, con effetti quasi immediati e prodotti come la linea “R” che sono assolutamenti risolutivi nel giro di pochi giorni.

Che ne pensate?
Avete delle esperienze in merito da chiarire?

 

Dedicato a noi donne

Sono molte le donne che mi chiedono informazioni circa i cambiamenti fisici e emotivi che accadono durante il delicato e volubile periodo della menopausa.
Sono decisamente troppe le donne che si ritrovano a dover affrontare all’improvviso questo cambiamento, da sole. Spesso non sanno come fare..ancora più spesso non capiscono cosa stà succedendo dentro di loro.
Non si accorgono cioè che stanno per entrare nella menopausa.
Come è possibile che vi sia tanta ignoranza?
Ci sono tre categorie di donne: La prima , ignora il problema e non fà nulla per migliorare la propria situazione.
La seconda categoria appartiene a quelle donne molto sensibili, così sensibili da non riuscire ad accettarlo e si isolano,come se la menopausa fosse una malattia contagiosa.
Nella terza categoria, rientrano coloro che invece non intendono arrendersi ai nuovi cambiamenti e affrontano la situazione iniziando la TOS (terapia sostitutiva ormonale), senza porsi domande particolari sui rischi che essa comporta.Manca però la quarta categoria, quella in cui le donne sono consapevoli del loro corpo e di cosa accade con l’arrivo della menopausa. La TOS, non è l’unica soluzione per tornare in possesso della nostra vita. Esistono altre soluzioni in Italia ancora poco conosciute, ma esistono e sono altrettanto valide, quanto la terapia ormonale, ma senza gli effetti ed i rischi indesiderati, perchè assolutamente bio compatibili con l’organismo umano.Molte giovani donne, si ritrovano ad affrontare all’improvviso, come una tempesta, la pre menopausa, o menopausa precoce. Si sentono smarrite, altre invece sono quasi contente di essersi liberate dal fastidioso ciclo, ma non si rendono conto di cosa ciò comporti.
Questo atteggiamento è nocivo e grave.
Le più sfortunate sono bombardate da ormoni che inquinano e intossicano l’organismo, ponendolo a gravosi rischi per la salute stessa della donna. Si fidano di un parere e procedono senza fare ricerca, ne produrre altra documentazione in alternativa ad essi.
Per ultimo, sottolineo che è fondamentale non isolarsi, ma condividere con qualcuno, questo momento di cambiamento fisico e emozionale.
Avere sostegno dal proprio patner, e prepararlo ad affrontare e capire con noi i mutamenti che gli sbalzi ormonali hanno su di noi donne, può essere di grande aiuto a non sentirci sole, o “vittime” di una naturale evoluzione della vita.
Se avete domande in merito da pormi, rimango a vs disposizione.
C.Z Naturopata